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- Un muro di pietra ancora in piedi, due volte a botte perfettamente disegnate e una targa: Ufficio turistico. Questo è quel che resta di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Una targa che suona come una beffa all'ingresso del paese, distrutto dalle scosse di terremoto del 24 agosto e 30 ottobre 2016. 52 morti fra Arquata e la frazione di Pescara del Tronto. Qui non si può entrare. Del resto a vedere cosa: mucchi di macerie, non c'è più neanche la strada che portava al borgo. E che portava alla rocca medievale, ora imbrigliata dalle strutture di supporto e sorvegliata da una gru, ma che - fiera - ci prova ancora a dominare la vallata del Tronto, su cui si snoda la strada consolare della Salaria, che da Roma porta all'Adriatico. Tutt'intorno una natura che se ne frega del terremoto e mostra tutta la sua bellezza. Non si può entrare ad Arquata del Tronto, ma un permesso chiesto in fretta e furia e siamo dentro. Gran silenzio, noi che ci aggiriamo attenti a non inciampare, un po' storditi da tanta bellezza tradita, accompagnati da Francesco Riti, del soccorso alpino speleologico delle Marche. Per quanti vivono nelle casette il timore è quello di dover aspettare altri dieci anni per rivedere una casa vera. Il lavoro da fare è tanto, come ci diciamo con il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. E per ricostruire una comunità occorre anche restituire a questa comunità i riferimenti artistici di cui era ed è ricca. Ad Amatrice, lì dove la vita è ripresa, nell'aera food dove i turisti si fermano a mangiare l'amatriciana e dove gli abitanti possono ritrovarsi, si lavora sulle opere ferite. Ci accompagna Stefania Zucconi, restauratrice di beni culturali.
- L'estate più calda mai vissuta non resterà un ricordo ma un monito ad attrezzarci per quelle future. Con l'arrivo dell'autunno occorre ripensare in particolare le città dove le superfici cementificate non lasciano scampo, dove l' ombra è difficile da trovare. Quella degli alberi rimane sulla carta degli ambiziosi progetti di riforestazione urbana perché ancora non è stata fatta alcuna programmazione. Vivai pubblici in gran parte smantellati, quelli privati non hanno alberi pronti per la messa a dimora perché per la gran parte prenotati all'estero. Ne parliamo con il professore di Arboricoltura Francesco Ferrini mentre con la biologa Beatrice Bisaglia scopriamo l'autunno delle erbe spontanee, edibili e curative. Tra queste la piantaggine e la malva.
- "Amore mio, andremo insieme a vivere là, nella mia valle dove ho imparato ad amare il sole", cantava nel 1962 Luigi Tenco. Il testo di "La mia valle" è dipinto in blu su una parete bianca di una casa di Ricaldone: lì c'è il Museo Luigi Tenco, che in quel luogo aveva trascorso l'infanzia e ora è sepolto. Sempre nel Monferrato, un altro luogo raccoglie grandi storie di musica, quelle dell'inventore dei cantautori moderni, il discografico Nanni Ricordi. Il museo a lui dedicato è una piccola chicca.
Nella visita di questi luoghi magici ci hanno accompagnato Sandra Garbarino, dell'Associazione Tenco, Sandra Gasparinetti Ricordi e Mario Melotti, sindaco di Sala Monferrato. - Dieci anni fa, il 24 agosto, la scossa di terremoto di magnitudo 6 che fece tremare il centro Italia. Siamo tornati ad Amatrice, diventata il simbolo del sisma 2016, per capire a che punto è la ricostruzione. Siamo entrati nella zona rossa insieme al sindaco Giorgio Cortellesi che, di fronte a gru e impalcature, ci confessa: “Qualcosa non ha funzionato, ma ora i lavori stanno partendo. Mi sembra già di rivedere le persone fra i vicoli e di sentire i profumi e i sapori di allora”.
- Hanno tra i 17 e i 23 anni, sono per lo più maschi, da minorenni hanno compiuto dei reati. Ora hanno preso coscienza di quello che hanno fatto e si raccontano, all'interno di un viaggio dentro la messa alla prova, il percorso che può estinguere il reato, ma soprattutto aprire uno spazio di responsabilità, riparazione e cambiamento. Al momento sono circa 3500, in Italia, i giovani in messa alla prova, su quasi 18mila minorenni e giovani adulti in carico ai servizi della giustizia minorile. Alcuni arrivano da contesti fragili, altri hanno storie completamente diverse. Ma alla fine del percorso la domanda è sempre la stessa: la società è pronta ad accoglierli?
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta dall'Ungheria al cuore dell'Africa, dagli ospedali alle discoteche, per parlare di persone e di passioni, di sofferenza e di speranza. Un mondo intero da raccontare attraverso le parole, i suoni e le emozioni raccolte e diffuse attraverso la radio. A partire da quest'anno dedichiamo una parte della nostra produzione a raccontare l'Europa che verrà, attraverso i reportage realizzati in collaborazione con la rete EuranetPlus.A cura di Gigi Donelli
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