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  • Focus economia

    Wall Street, si spegne la volata post elettorale. Affonda il Nasdaq a -4%

    05-11-2026
    A Wall Street si spegne l'entusiasmo per la schiacciante vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato americane. Gli investitori oscillano tra i timori di un impasse nella politica interna statunitense e la scommessa che un Parlamento a trazione democratica porterà a una maggiore distensione a livello internazionale, favorendo forse la risoluzione dei conflitti in corso. Sui mercati c'è anche la consapevolezza che il prossimo biennio per gli Stati Uniti e per il resto del mondo sarà improntato all'incertezza, con il braccio di ferro tra il presidente Trump - che ha già preannunciato l'intenzione di esercitare il proprio potere di veto - e il Parlamento a maggioranza democratica. Dopo il rally della vigilia trainato dall'euforia per la vittoria dei Democratici. Ancora colpiti dalle vendite i titoli tecnologici, che spingono al ribasso l'S&P e soprattutto mettendo sotto pressione il Nasdaq. Sull'azionario sono in calo, come alla vigilia, le aziende di Elon Musk, che aveva appoggiato i candidati repubblicani: viaggiano in rosso sia Tesla che SpaceX. Ieri il senatore dem Chris Coons, probabile presidente della Commissione per le Relazioni estere con l'insediamento del nuovo Congresso di gennaio, ha già fatto capire che mettere sotto esame il miliardario del settore tecnologico Elon Musk è una priorità assoluta. "Un elemento in più da aggiungere all'elenco di domande per Musk, quando lo convocherò tramite mandato di comparizione", ha scritto Coons su X, facendo riferimento a un rapporto secondo cui il patron di SpaceX avrebbe avuto colloqui con il presidente russo Vladimir Putin in merito alle comunicazioni satellitari. Coons si è appena aggiudicato un terzo mandato nel Delaware, adotta una linea dura nei confronti della Cina, non esita a criticare Israele pur rimanendo un sostenitore dello Stato ebraico: è inoltre uno dei pochi legislatori a possedere una specifica competenza sul continente africano. L'intervento di Lorenzo Codogno, Visiting professor alla London School of Economics e al College of Europe e consulente con LC Macro Advisors Ltd dal 2015. È stato capo economista del Ministero dell Economia e delle Finanze (2006-2015), e di Bank of America a Londra (1998-2006).
    Cantiere manovra. Pensione anticipata, uscire a 64 anni può costare quasi 5 mila euro all’anno:
    Continua la polemica sulle misure che riguardano le pensioni. Andare in pensione prima, ma con un assegno più leggero. E non di poco. Anticipare l'uscita dal lavoro a 64 anni potrebbe significare rinunciare a quasi 5 mila euro lordi all'anno di pensione, circa 384 euro al mese per tredici mensilità. È quanto emerge da una simulazione della Uil, che ha confrontato gli effetti di un possibile pensionamento anticipato con il ricalcolo interamente contributivo e quelli dell'uscita ordinaria con il sistema misto. La differenza raggiunge il 16,4% dell'assegno. Una cifra che riporta al centro del dibattito sulla manovra 2027 una domanda: andare in pensione prima rischia di diventare un lusso riservato a chi può permetterselo? L'analisi arriva proprio mentre il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon rilancia la battaglia per ampliare le possibilità di pensionamento anticipato. Le ipotesi sono due: consentire l'uscita a 64 anni anche a chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996, e dunque rientra nel sistema misto, oppure introdurre una nuova Quota 100, con 64 anni di età e 36 di contributi. In entrambi i casi, la pensione verrebbe ricalcolata interamente con il sistema contributivo. Durigon chiede anche maggiori risorse: «La partita è aperta: non bastano 850 milioni». Il fondo previsto dalla manovra, sostiene, potrebbe essere sufficiente soltanto per il primo anno. La proposta punta anche a favorire il ricambio generazionale, ma per ora resta un'ipotesi da discutere in Parlamento. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.
    Export, un patto da 30 miliardi per il Made in Italy
    Nuovo credito per 30 miliardi di euro nel prossimo triennio per sostenere l'export e l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane. È quanto prevede l'accordo siglato ieri a Roma da Intesa Sanpaolo insieme a Confindustria, Sace, Simest e Ice, nel corso dell'evento “I nuovi orizzonti delle imprese: strategie e azioni per accrescere il valore globale del Made in Italy”.
    L'iniziativa, promossa dalla Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo guidata da Stefano Barrese, punta a consolidare il modello di accompagnamento all'estero delle pmi italiane, attraverso finanziamenti per l'export e gli investimenti diretti all'estero, la ricerca di nuovi clienti e partner internazionali e nuovi accordi con istituti bancari in Francia, India e Brasile, destinati a garantire assistenza operativa e finanziaria nei principali mercati di sviluppo. Previsto anche un sostegno specifico all'esportazione di macchinari e beni strumentali, comparto che rappresenta il 18% dell'export totale italiano. Per Barrese, lo sviluppo internazionale è una chiave del successo del Made in Italy e l'obiettivo dell'alleanza pubblico-privato è trasformare l'internazionalizzazione in un percorso strutturale di crescita e competitività, auspicando di superare il traguardo nazionale dei 700 miliardi di euro di esportazioni entro il 2027 e raggiungere il trilione di euro di export, con un contributo significativo alla competitività del Paese e al Pil. Nell'ultimo triennio Intesa Sanpaolo ha già messo a disposizione oltre 19 miliardi di euro a supporto delle attività internazionali e gestito più di mille progetti di accompagnamento all'estero. Facciamo il punto con Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo.
  • Focus economia

    Trump punito con proporzioni mai viste da elezioni post-Watergate

    04-11-2026
    Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti sono state stravinte dai Democratici, e straperse dai Repubblicani del presidente Donald Trump. È un risultato così eclatante che va persino oltre la significativa riconquista della maggioranza al Congresso, perché ha preso forma attraverso vittorie ottenute nei luoghi più impensabili. Il voto, primo test nazionale del secondo mandato di Trump, è stato segnato dal malcontento per il costo della vita e per la guerra in Iran. Alla Camera i Democratici avranno una maggioranza molto più larga di quanto sperassero. È capitato che i candidati del Partito Repubblicano perdessero anche in collegi considerati sicuri, addirittura in alcuni che erano stati appositamente ridisegnati prima del voto per garantirgli la vittoria durante la famigerata guerra delle mappe. Al Senato, dove una vittoria dei Democratici fino a qualche mese fa era considerata implausibile, è finita che i Democratici non solo hanno vinto, ma hanno vinto in tutti gli stati in bilico, compresi alcuni nei quali una loro vittoria non era stata contemplata, fino a poche settimane fa, come il Kansas, il South Carolina o l’Iowa. Si sono aggiunti all’Ohio, al North Carolina e al Texas, forse la più clamorosa e bruciante delle sconfitte per i Repubblicani. Il controllo del Senato permetterà ai democratici di ostacolare l'agenda legislativa del presidente e bloccare alcune delle sue nomine. Facciamo un'ampia analisi con Andrew Spannaus, analista politico e autore insieme ad Alessandro Milan del podcast settimanale "That's America", Simone Crolla, Managing Director di American Chamber of Commerce in Italy e con Vito Lops, Il Sole 24 Ore.
    Electrolux, accordo al Mimit: esuberi quasi dimezzati e incentivi fino a 95mila euro
    Al termine di una trattativa a oltranza di trenta ore al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, governo, azienda e sindacati (Fiom, Fim e Uilm) hanno siglato un'ipotesi di accordo per il triennio 2026-2029 che scongiura la chiusura dei siti italiani di Electrolux e respinge il piano di dismissione iniziale. L'intesa, che sarà ora sottoposta al voto referendario dei lavoratori, riduce drasticamente i 1.719 licenziamenti annunciati a maggio a un massimo di 902 uscite (390 riguardano gli operai e 512 impiegati e quadri), portando il totale complessivo delle eccedenze gestite nel triennio a 1.067 unità includendo anche il sito marchigiano di Cerreto d'Esi. Queste uscite avverranno esclusivamente su base volontaria e incentivate, con indennità lorde fino a 95 mila euro e il supporto degli ammortizzatori sociali e del contratto di espansione rifinanziato dal governo, inserendo inoltre clausole di sostituzione prioritaria per i lavoratori con contratti precari negli ultimi due anni qualora le uscite superassero i numeri concordati. Ne parliamo con Cristina Casadei, Il Sole 24 Ore.
  • Focus economia

    Attacchi hacker ai supermercati, vertice a Palazzo Chigi: "Nessun allarme e impatto limitato, colti solo impianti obsoleti"

    03-11-2026
    La serie di attacchi hacker che ha preso di mira i sistemi di refrigerazione commerciale in Europa (Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi, Estonia, Finlandia e Svezia e in Francia lo scorso 12 ottobre) ha toccato anche l'Italia, con episodi registrati in Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia e Sardegna, dove alcune catene di supermercati hanno subito la manomissione notturna dei banchi frigo. In queste incursioni, condotte a distanza violando i software di controllo, i pirati informatici hanno modificato digitalmente i parametri termici dei banchi frigo durante la notte, alzando le temperature e provocando il conseguente deperimento degli alimenti conservati. Tuttavia, in seguito al vertice d'urgenza a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, i vertici dei servizi segreti e l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn), il governo ha voluto ridimensionare i toni, assicurando che "non vi è alcun allarme, che l'impatto nel Paese è stato limitato e che sono state interessate poche unità commerciali, a fronte delle migliaia presenti sull'intero territorio nazionale, per lo più munite ancora adesso di sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce esposte direttamente su Internet e carenze nei meccanismi di autenticazione. La gran parte della catena di distribuzione risulta invece dotata di sistemi di protezione aggiornati, in grado di respingere intrusioni malevole". Ne parliamo con Cataldo Basile, docente di cybersecurity al Politecnico di Torino e alla Scuola Master.
    La manovra entra nel vivo, polemiche su scuola e pensioni
    In attesa che la manovra arrivi in aula non mancano le polemiche. Una delle più rumorose ha a che fare con la scuola. Settemila tagli nel personale della scuola, di cui 5 mila docenti: quella annunciata nella legge di Bilancio. Ma da dove nascono quei numeri? Tutto ha inizio dal cosiddetto «inverno demografico»: come spiegano le proiezioni della Fondazione Agnelli su dati Istat, da qui al 2040, neanche 15 anni, ci saranno due milioni di studenti in meno. Un cambiamento in atto da tempo: ogni culla vuota si traduce in un banco vuoto nel futuro, ogni banco vuoto in una cattedra vuota. «La demografia non mente, due milioni di studenti in meno negli ultimi 10 anni significano più di 150 mila cattedre in meno — spiega il presidente della Fondazione Andrea Gavosto — Dal 2025 al 2030, sostanzialmente la riduzione della popolazione fra 3 e 18 anni sarà di 796.000 bambini/ragazzi, circa il 10% in meno. La manovra stima un risparmio da 2,6 miliardi nel triennio, sostanzialmente pari al fondo accantonato per la flessibilità in uscita che la Lega chiede di utilizzare per la nuova «quota 100», basandosi sul tasso d’inflazione al 2,8% indicato dall’ultimo programma di finanza pubblica. Ma l’accelerata d’autunno ha già portato la media mensile al 3,14% e l’inflazione acquisita a ottobre al 3,4%, e un’occhiata alle dinamiche di fine 2025 suggerisce che il tasso annuale sarà anche più alto. La riduzione della spesa statale garantita dal taglio all’indicizzazione è proporzionale all’aumento dei prezzi, quindi potrà rivelarsi molto superiore a quella messa in preventivo. Ma nei conti dei pensionati, ovviamente, questo risparmio pubblico si traduce in una minore entrata privata. Di quanto? La tabella pubblicata qui sopra propone una stima basata sull’inflazione al 3,4% raggiunta fin qui, e incrocia l’effetto negativo della nuova indicizzazione con quello positivo del taglio Irpef. Confermando che le due grandezze sono imparagonabili. Il commento è di Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore
    Usa, Midterm: tra carovita e rivolta contro i data center Trump rischia il congresso
    Si vota oggi, 3 novembre, negli Stati Uniti per le elezioni di metà mandato, con Donald Trump che arriva all'appuntamento elettorale con un consenso in calo e il rischio di perdere la maggioranza repubblicana al Congresso. Gli americani sono chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 seggi del Senato. I democratici puntano alla riconquista di entrambe le Camere, mentre i repubblicani devono difendere una maggioranza al Senato di 53 seggi contro 47. Secondo l'ultimo sondaggio Reuters/Ipsos, il gradimento di Trump è sceso al 32%, vicino al minimo storico. A pesare sul presidente sono soprattutto il carovita e la guerra con l'Iran, che hanno messo sulla difensiva i repubblicani anche negli Stati conquistati largamente nel 2024. L'ultimo sondaggio del New York Times e della Siena University vede i candidati democratici avanti in tutte e sette le sfide senatoriali esaminate, anche se diversi confronti restano entro i margini d'errore. Una sconfitta repubblicana potrebbe limitare la sua capacità di approvare nuove leggi e aprire una stagione di scontro con il Congresso. Al centro della campagna elettorale è tornata soprattutto l'economia, con due parole chiave: affordability e data center. Interviene Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
  • Focus economia

    Sanità nella bufera: Gimbe boccia i fondi, allarme delle Regioni e sindacati in sciopero

    02-11-2026
    La manovra finanziaria apre un aspro scontro politico e sociale sulla sanità pubblica, finita al centro delle polemiche insieme a scuola e pensioni. Sebbene il governo rivendichi la crescita del Fondo sanitario nazionale, che nel 2027 toccherà il record di 146,3 miliardi di euro, l'analisi della Fondazione Gimbe evidenzia che l'incidenza della spesa sanitaria rispetto al Pil è destinata a calare progressivamente, scendendo sotto la soglia del 6% dal 2028 per arrivare al 5,87% nel 2029. Come sottolinea il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, "il numero dei miliardi, da solo, non racconta tutta la realtà", poiché "dopo quattro anni, e ormai alla fine della legislatura, il rilancio del Ssn non è mai diventato una vera priorità politica". "A fronte degli oltre 18 miliardi richiesti dalle Regioni - denuncia GIMBE -, la legge di Bilancio prevede un aumento del Fondo di soli 7,1 miliardi nel triennio 2027-2029. La situazione finanziaria è resa ancora più complessa dal fatto che gran parte delle nuove risorse è rigidamente vincolata a interventi specifici, come l'aggiornamento delle tariffe ospedaliere, le indennità per i pronto soccorso, le misure per l'Alzheimer e i fondi per ridurre le liste d'attesa. Di conseguenza, la quota di denaro lasciata alla libera disponibilità delle Regioni si riduce a poche centinaia di milioni, facendo avvertire a Cartabellotta che "le Regioni devono garantire i servizi con margini finanziari sempre più ristretti, scaricando sui cittadini una quota crescente del costo delle cure". Le reazioni del mondo politico e sindacale non si sono fatte attendere. Dal fronte delle Regioni, l'assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso ha definito i tagli e i vincoli previsti "davvero insostenibili per tutte le Regioni e anche per noi", pur puntando il dito contro "anni precedenti che sono stati davvero sciagurati da questo punto di vista", citando il Superbonus e il reddito di cittadinanza. Il commento di Marzio Bartoloni, Il Sole 24 Ore.
    Anteo Impresa Sociale e Coopselios acquisiscono Welfare Italia: circa 1.000 posti letto tra Lombardia ed Emilia-Romagna
    Anteo Impresa Sociale e Coopselios, due tra le maggiori realtà italiane del terzo settore nei servizi alla persona (secondo il Rapporto Terzo Settore 2024 dell’Osservatorio Generali, il valore economico prodotto complessivamente dalle organizzazioni non profit italiane si stima attorno agli 84 miliardi di euro annui, corrispondenti a circa il 4,4% del PIL nazionale), hanno perfezionato il 28 ottobre 2026 l'acquisizione del controllo di Welfare Italia S.p.A., holding di un gruppo di 12 residenze sanitarie assistenziali (RSA) e strutture sociosanitarie per quasi 1.000 posti letto, concentrate tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Il 76,68% del capitale è stato rilevato da Par.Co S.p.A., Finanza Cooperativa e Fin4Coop. L'operazione ha un valore complessivo di circa 48 milioni di euro. L'acquisizione è realizzata attraverso Mutual Care S.p.A., veicolo partecipato in parti uguali dalle due cooperative, con una contestuale riorganizzazione societaria del gruppo. L'operazione è il primo tassello di una piattaforma industriale di investimento nel settore sociosanitario promossa dai due gruppi. È finanziata da un pool guidato da Intesa Sanpaolo, in qualità di banca agente e arranger, con Crédit Agricole Italia e le banche del Gruppo BCC Iccrea, insieme a Fin4Coop – Finanza per le Cooperative. Con questa acquisizione i due gruppi avviano un progetto industriale di lungo periodo per consolidare e sviluppare l'offerta di servizi sociosanitari, in risposta all'invecchiamento della popolazione e alla crescente domanda di assistenza. La piattaforma punta a coniugare scala industriale, qualità e continuità dell'assistenza e sostenibilità economica, mantenendo saldi il radicamento territoriale e la vocazione sociale dei promotori. La continuità gestionale delle strutture è assicurata dagli operatori del gruppo. Ne parliamo con Matteo Tempia Valenta, Amministratore Delegato di Anteo Impresa Sociale.
    La manovra entra nel vivo, polemiche su scuola e pensioni
    Inizieranno giovedì le audizioni delle principali istituzioni in vista del voto alla Camera sul disegno di legge di bilancio per il 2027, contenente provvedimenti per 26 miliardi di euro. I parlamentari ascolteranno i pareri dell'Istat, della Banca d'Italia, delle parti sociali e delle categorie economiche, fino all'intervento conclusivo del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. Il termine per la presentazione degli emendamenti dovrebbe essere il 17 novembre. In attesa che la manovra arrivi in aula non mancano le polemiche. Una delle più rumorose ha a che fare con la scuola. Settemila tagli nel personale della scuola, di cui 5 mila docenti: quella annunciata nella legge di Bilancio. Ma da dove nascono quei numeri? Tutto ha inizio dal cosiddetto «inverno demografico»: come spiegano le proiezioni della Fondazione Agnelli su dati Istat, da qui al 2040, neanche 15 anni, ci saranno due milioni di studenti in meno. Un cambiamento in atto da tempo: ogni culla vuota si traduce in un banco vuoto nel futuro, ogni banco vuoto in una cattedra vuota. «La demografia non mente, due milioni di studenti in meno negli ultimi 10 anni significano più di 150 mila cattedre in meno — spiega il presidente della Fondazione Andrea Gavosto — Dal 2025 al 2030, sostanzialmente la riduzione della popolazione fra 3 e 18 anni sarà di 796.000 bambini/ragazzi, circa il 10% in meno. L'altro dossier caldo sono le pensioni. Il taglio all'indicizzazione delle pensioni è in formato maxi, proporzionale alle prospettive dell'inflazione evocate dal +5,4% indicato dalla stima preliminare dell'Istat. E serve a rafforzare una struttura delle coperture che poggia sul pilastro altrettanto robusto della cura fiscale rivolta a banche, assicurazioni e società dell'energia. Facciamo il punto con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.
  • Focus economia

    Intel affonda a Wall Street, -26%. Pesante anche Amazon, -5,6% ++

    30-10-2026
    Intel e Amazon in calo a Wall Street. Intel perde il 26% all'avvio delle contrattazioni, mentre Amazon cede il 5,6%. Intel sconta la pubblicazione di previsioni deboli per il trimestre in corso, che indicano un rallentamento nel settore dei Pc: i ricavi della divisione client computing e intelligenza artificiale dell'azienda sono diminuiti del 5% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, attestandosi a 8,1 miliardi di dollari. Amazon, invece, ha riportato utili e ricavi per il terzo trimestre inferiori alle aspettative di Wall Street. La società ha inoltre registrato un flusso di cassa disponibile negativo pari a 42,4 miliardi e ha confermato le previsioni di spesa in conto capitale per il 2026, fissate a 220 miliardi di dollari. Anche SanDisk registra in avvio un calo pesante, intorno al 9%, malgrado i dati del primo trimestre fiscale abbiano superato le stime. L'azienda, attiva nel settore dell'archiviazione dati, ha annunciato un frazionamento azionario nel rapporto di otto a uno. Più in generale, l'intero comparto dei produttori di chip è finito sotto pressione: Advanced Micro Devices cede il 10%, mentre titoli come Nvidia e Broadcom accusano flessioni, rispettivamente, del 3% e del 4%. Mentre gli investitori hanno ridotto le esposizioni sul settore tecnologico, i comparti difensivi, come i beni di consumo di base e l'assistenza sanitaria, hanno beneficiato di rialzi. Facciamo il punto con Vittorio Carlini, Il Sole 24 Ore.
    Inflazione a ottobre sale ancora: 5,4%. Record da agosto 2023
    A ottobre 2026 l’inflazione sale a +5,4% (da +4,2% di settembre) su base annua, tornando al livello registrato ad agosto 2023. Mentre +0,9% è il dato su base mensile. Lo comunica l’Istat nella stima preliminare (il dato definitivo sarà diffuso il 17 novembre). Gli analisti avevano sì stimato un dato in crescita (+4,7%) ma non a questi livelli. L’accelerazione dell’inflazione risente principalmente dell’aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale. Ma in un paese dove il trasporto delle merci avviene soprattutto su gomma, i rincari iniziano ormai a trasmettersi anche agli altri comparti: un contributo all’inflazione si deve anche al settore alimentare, soprattutto alla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%), e ad alcune tipologie di servizi, in particolare quelli relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%). Il cosiddetto “carrello della spesa” (cioè i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, ma non i carburanti) accelera (da +1,5% a +2,5%), come pure accelera l’indice dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (che invece tiene conto dei carburanti): da +5,2% a +5,8%. L’inflazione di fondo (quella al netto delle componenti più volatili, ovvero i beni energetici e gli alimentari freschi) si attesa a +2,0% (da +1,6%).
    L’inflazione acquisita a ottobre, per il 2026, quella che si avrebbe cioè se indice restasse fermo nella restante parte dell’anno, risulta pari al +3,4%. Superata di slancio la recente stima fatta a metà ottobre dall’Fmi (3,3%) per il dato totale del 2026. Il commento di Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.
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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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