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  • Focus economia

    Effetto Trump, l'economia nel caos

    03-04-2026
    Ieri a S&P è bastato il primo mese di guerra all'Iran a tagliare le stime di crescita dell'Eurozona (dal +1,2% al +1%) e dimezzare, al +0,4%, quelle italiane. Ma se il conflitto durerà oltre aprile, la prospettiva europea è quella di una recessione tecnica accompagnata da un'inflazione in volo verso il 5%: in una replica dello scenario del 2022 che porterebbe sia la Bce sia la Bank of England ad alzare i tassi d'interesse. Un contesto sul quale ha pesantemente inciso il presidente Usa Donald Trump che in questo anno di presidenza ha avviato una guerra vera con l'Iran, fatta di missili, droni, cannonate, dopo le guerre minacciate per portar via la Groenlandia alla Danimarca, per annettersi il Canada. E dopo aver fatto rapire e imprigionare negli Stati Uniti il presidente (probabilmente illegale) del Venezuela senza che da questo "successo" sia derivato un vero e proprio rinnovamento di quel Paese: al suo timone si trova ora Delcy Rodriguez, già ministra del governo Maduro. Occorre però ricordare che alle guerre esterne si aggiungono quelle interne, contro gli immigrati illegali, perseguitati da un corpo di polizia appositamente rinforzato che le note tensioni che questo ha provocato e sta ancora provocando in numerose parti degli Stati Uniti. Per non parlare delle guerre economiche, condotte dalla presidenza Trump in pratica contro tutti i Paesi del mondo: alle loro esportazioni verso gli Stati Uniti Trump ha applicato dazi all'entrata nel territorio americano variandoli in maniera «capricciosa» e molto frequentemente. Precisamente da questi dazi è derivato un considerevole freno sia all'economia mondiale sia alle reti della distribuzione commerciale degli stessi Stati Uniti. Facciamo il punto con Giulio Sapelli, Università Statale Milano
  • Focus economia

    Spedizioni globali in crisi: rotte stravolte e costi in aumento

    02-04-2026
    Il settore delle spedizioni vive una fase di forte stress strutturale, arrivato al 34° giorno della crisi nello Stretto di Hormuz e dopo oltre due anni di instabilità nel Mar Rosso. Il conflitto in Iran ha interrotto il tentativo di ritorno alla normalità lungo l’asse Canale di Suez / Mar Rosso, oggi nuovamente sotto minaccia degli Houthi. Le rotte sono state ridisegnate: si passa dal Capo di Buona Speranza o si ricorre a soluzioni ibride mare-terra, con un’impennata dei costi. Secondo Nomisma le spedizioni segnano +229% rispetto al 2023, con tempi più lunghi di 10-12 giorni e costi fino a 10.000 dollari per container. Per Alessandro Pitto la crisi è strutturale e nasce da Suez: oggi, con Hormuz, diventa uno shock sistemico che colpisce direttamente l’export europeo. I governi reagiscono: Keir Starmer ha convocato un vertice internazionale per riaprire lo stretto e garantire la sicurezza delle rotte. Il traffico resta ridotto e incerto: la crisi è ormai il risultato combinato di Suez, Hormuz ed energia. Ne parliamo con Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi.
    SpaceX scalda i motori per Wall Street, Musk deposita i documenti dell'Ipo
    Nel giorno del lancio Artemis II della Nasa, Elon Musk deposita in segreto i documenti per la quotazione di SpaceX, anticipando i rivali OpenAI e Anthropic. L’operazione potrebbe raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, con una valutazione complessiva di 1.750 miliardi, che la renderebbe la più grande Ipo di sempre, superando il record di Aramco. Le azioni potrebbero arrivare sul mercato tra giugno e luglio, con una quota significativa destinata anche agli investitori retail. A sostenere la valutazione contribuisce l’integrazione con xAI e un piano industriale molto ambizioso: aumento dei lanci Starship, sviluppo di data center nello spazio e prospettiva di una base lunare, con l’obiettivo finale del trasporto umano su Marte. Il commento è di Peter Cardillo, Chief Market Economist di Spartan Capital Securities.
    Dalla guerra in Iran rischi economici senza precedenti: aumentano i timori di recessione
    La guerra in Iran rischia di generare uno shock economico “senza precedenti”, paragonabile a quello del Covid in caso di conflitto prolungato, secondo gli economisti del Forum economico mondiale. La quasi chiusura dello Stretto di Hormuz sta già colpendo energia, inflazione e crescita. La Bce prevede un aumento dell’inflazione oltre il 3% nel secondo trimestre 2026 e una crescita modesta, mentre Standard & Poor’s ha rivisto al ribasso le stime: l’Italia scende allo 0,4%, l’eurozona all’1%. Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta avverte che le tensioni energetiche possono amplificare fragilità finanziarie già esistenti, soprattutto in presenza di alto debito pubblico. Il quadro complessivo è quello di un’economia globale esposta a rischi crescenti, tra inflazione, instabilità e rallentamento della crescita. Il commento è di Mario Deaglio, professore emerito di Economia Internazionale Università di Torino.
  • Focus economia

    Imprese, Urso annuncia 1,5 miliardi su Transizione 5.0. Orsini: «È la via giusta»

    01-04-2026
    Il governo ripristina e aumenta a 1,5 miliardi i fondi per le imprese escluse dal piano Transizione 5.0, dopo il taglio iniziale a 537 milioni. Le risorse serviranno a sostenere gli investimenti in beni strumentali e innovazione. Confindustria accoglie positivamente la misura, sottolineando l’importanza di dare certezze alle imprese per sbloccare gli investimenti.
    Interviene a Focus Economia: Emanuele Orsini, presidente di Confindustria.
    Lavoro, Istat: a febbraio -29mila occupati sul mese, +13mila su anno
    A febbraio 2026 gli occupati calano di 29mila su base mensile, mentre aumentano i disoccupati (+36mila) e restano stabili gli inattivi. Il tasso di occupazione scende al 62,4%, quello di disoccupazione sale al 5,3%, mentre cala la disoccupazione giovanile (17,6%). Su base annua l’occupazione cresce di 13mila unità, ma diminuisce il tasso di occupazione e aumentano gli inattivi. Nell’Eurozona la disoccupazione sale al 6,2%.
    Ne parliamo con Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT.
    Il fatturato della GDO cresce del 4,3% nel 2024
    Nel 2025 la GDO italiana registra una crescita delle vendite del 4,3% nonostante l’inflazione bassa, dopo il +2,3% del 2024 (109,8 miliardi di fatturato). Dal 2019 le vendite sono salite del 30,9%. I discount continuano a crescere più degli altri operatori. I consumatori fanno acquisti più frequenti ma con carrelli più leggeri, puntando soprattutto su risparmio, qualità e riduzione degli sprechi.
    Il commento è di Oriana Romeo, Senior economist Area Studi Mediobanca.
  • Focus economia

    Inflazione: a marzo sale all’1,7%, carrello spesa al 2,2%

    31-03-2026
    A marzo l’inflazione torna a salire, attestandosi al +1,7% su base annua e +0,5% su base mensile, in accelerazione rispetto al mese precedente. A trainare il rialzo sono soprattutto gli energetici, sia regolamentati sia non regolamentati, e gli alimentari non lavorati, mentre rallentano i servizi. Il cosiddetto “carrello della spesa” registra un aumento al +2,2%, segnalando una pressione più diretta sui consumi quotidiani. L’inflazione di fondo, invece, scende sotto il 2%, indicando una dinamica meno diffusa ma comunque influenzata dal ritorno delle tensioni sui prezzi dell’energia. Ne parliamo con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.
    Autotrasporto al limite: l'Ue concede flessibilità, ma il caro carburante blocca i tir in Italia
    L’Unione europea introduce maggiore flessibilità sui target di emissioni per i veicoli pesanti, consentendo ai costruttori di accumulare crediti tra il 2025 e il 2029 per rispettare gli obiettivi al 2030. Una misura che alleggerisce la pressione regolatoria sulla filiera, ma che si scontra con una crisi immediata in Italia: il caro carburante. Con il diesel stabilmente sopra i 2 euro al litro, le principali associazioni dell’autotrasporto hanno proclamato un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile e mobilitazioni in tutta Italia. Le imprese denunciano margini azzerati, difficoltà a trasferire i costi e chiedono interventi urgenti per evitare il blocco della filiera logistica. La flessibilità europea resta quindi una risposta di medio periodo, mentre l’emergenza è già attuale. Facciamo il punto con Paolo Uggè Presidente Conftrasporto e Fai.
    Nel 2025 in Italia nascite in calo del 3,9%
    Nel 2025 prosegue il calo demografico in Italia: le nascite scendono a 355mila (-3,9%), mentre i decessi restano elevati a 652mila, portando il saldo naturale a -296mila. La fecondità continua a diminuire, fermandosi a 1,14 figli per donna, con il Centro che registra i livelli più bassi. Aumenta anche l’età media al parto, segno di un rinvio sempre più diffuso delle scelte familiari. Il saldo migratorio resta positivo e compensa quasi interamente il calo naturale, ma non basta a invertire la tendenza di fondo. L’Italia si conferma così tra i Paesi europei più esposti al declino demografico, nonostante una delle più alte speranze di vita. Il commento è affidato a Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale alla Facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Milano.
  • Focus economia

    Crolla BFF dopo nomina commissari da parte di Bankitalia

    30-03-2026
    Bff Bank in caduta libera a Piazza Affari dopo al notizia che Bankitalia ha nominato due commissari nell'istituto. I titoli, che in avvio non riuscivano a fare prezzo, sono arrivati a cedere oltre il 60%, in calo di oltre l 80% del proprio valore da inizio febbraio, passando da oltre 8 euro agli attuali 1,48. Dai massimi del 2024 invece la caduta è di quasi il 90%. La conference call dell amministratore delegato Giuseppe Sica ha consentito un parziale recupero, ma il calo resta comunque molto significativo.
    Nel fine settimana, la Vigilanza ha deciso di affiancare il consiglio di amministrazione con due commissari, Raffaele Lener e Francesco Fioretto, chiamati a supportare il board che mantiene pieni poteri nel percorso di riequilibrio. L intervento punta a rafforzare governance e sistema dei controlli, accelerando al contempo il processo di riallineamento contabile e la definizione delle criticità emerse. La situazione affonda le radici in una lunga fase di attenzione da parte della Vigilanza. Già nel 2024 un ispezione aveva evidenziato anomalie nelle politiche contabili, in particolare sulla classificazione dei crediti verso la pubblica amministrazione, cuore del business dell istituto. Da quelle risultanze è scaturita anche un indagine della Procura di Milano per l ipotesi di falso in bilancio. Dopo una fase in cui sembrava esserci stato un riassorbimento delle tensioni con la rimozione dei vincoli sulla cedola il gruppo è tornato sotto pressione a febbraio, quando ha rivisto al ribasso gli obiettivi, rafforzando le politiche di riduzione del rischio. Nello stesso periodo si è realizzato anche il cambio al vertice, con l uscita di scena di Massimiliano Belingheri e la nomina di Sica.
    Il commento di Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.
    Flacks frena sull'ex-Ilva, serve aiuto pubblico
    L'imprenditore inglese Flacks non ha soldi per comprare l'ex Ilva e non ha nessuna garanzia bancaria. Non solo: adesso chiede i soldi allo Stato.
    Quando Mr Flacks originario di Manchester, attivo a Miami negli Stati Uniti si è affacciato al capezzale dell'Ilva, più di un osservatore si è chiesto chi fosse, di quale track-record disponesse e quali strutture finanziarie e industriali lo sorreggessero. Flacks, nell'ordine, ha invocato l'ingresso dello Stato nel capitale, poi ha detto che avrebbero fatto tutto da soli lui e sua moglie, ha inondato i giornali locali di buoni propositi («non vengo a Taranto perché sarei accolto come i Beatles, penso di comprare la squadra di calcio»), quindi a fronte di un profilo aziendale che eufemisticamente si può definire poco chiaro e poco strutturato ha prospettato una campagna napoleonica addirittura europea, con tanto di interesse allargato a British Steel in Gran Bretagna e a Thyssen Krupp in Germania.
    L'intervento di Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore
    In corso riunioni su Transizione 5.0, si punta a soluzione
    Il governo punta a trovare una soluzione sugli incentivi di Transizione 5.0 in vista del tavolo con le imprese. In queste ore, si apprende da fonti di governo, sono in corso riunioni a livello tecnico tra gli uffici del Mef, del ministero delle Imprese e di Palazzo Chigi. Il tavolo è convocato per mercoledì mattina nella sede del Mimit.
    Il decreto fiscale approvato venerdì 27 marzo in cdm "introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d'imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025". ne è convinto il vicepresidente di Confindustria per le politiche industriali e il made in Italy, Marco Nocivelli, spiegando che il testo prevede un taglio del 65% del credito d'imposta richiesto. "Una simile decisione - che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento - penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso", sottolinea. "La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell'Enea, che le imprese sono state indotte ad acquistare".
    A novembre, ricorda Novicelli, "avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese esodate del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all agevolazione". Il fatto "di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia. Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina (ndr. SABATO), che si sarebbero trovate altre risorse per l iperammortamento: la nostra risposta e': prima si paghi il debito con le imprese esodate del 5.0".
    Sono intervenuti a Focus Economia Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore e Michelangelo Agrusti, Presidente Confindustria Alto Adriatico, Componente Consiglio Generale Nazionale

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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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