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  • Focus economia

    Cantiere manovra, le ipotesi in campo

    17-09-2026
    Aperto il cantiere della manovra arriva una pioggia di proposte. Nei giorni scorsi il ministro Giorgetti ha proposto l'aumento della soglia della flat tax per le partite Iva da 85mila a 100mila euro, e un'ipotesi è quella di alleggerire l'imposta sui redditi per il ceto medio, intervenendo sul secondo scaglione. L'aliquota del 33% potrebbe essere estesa fino a quota 60mila euro ampliando la platea dei beneficiari. Giorgetti ha parlato anche di un provvedimento dalla platea limitata come la flat tax al 5% sugli aumenti salariali per i giovani e poi di un "inventario delle misure adottate e di come incidono perché c'è il rischio di duplicare misure su alcune classi di reddito e di escluderne altre". Ne parliamo con Jean Marie Del Bo, vicedirettore de Il Sole 24 Ore.
    Via il bollo 2027 a 14,5 milioni di veicoli, risparmi fino 240 euro
    Dal 2027 niente bollo per 14,5 milioni di veicoli, tra oltre 13,2 milioni di auto di piccola e media potenza e motocicli. La misura, inserita nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, prevede l’esenzione per le auto fino a 80 kW e per tutte le moto, con un beneficio riconosciuto per un solo veicolo a cittadino. Secondo i calcoli del governo, la misura riguarderà oltre il 70% dei veicoli, con un risparmio medio di poco meno di 165 euro, che potrà arrivare fino a 240 euro a seconda della potenza e della classe ambientale. Adusbef (associazione di tutela dei consumatori specializzata nel settore finanziario, bancario, assicurativo, postale, delle telecomunicazioni e dei trasporti) ha osservato che in Italia in totale le autovetture sono 41,7 milioni e circolano 7,9 milioni di motocicli con la media nazionale a 709 auto ogni mille abitanti, regalando al nostro Paese il record europeo del maggior numero di vetture in proporzione alla popolazione. Federcarrozzieri ha calcolato che nel 2025 il bollo è costato agli italiani 7,1 miliardi di euro. Il taglio vale per ora per il solo 2027, ma l’obiettivo del governo è renderlo strutturale. La premier Giorgia Meloni ha parlato della cancellazione di «una delle tasse più odiate dagli italiani», mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che l’intenzione è rendere l’intervento permanente. Per compensare le Regioni, titolari degli incassi del bollo, sono previste coperture per circa 2,3 miliardi di euro, finanziate in larga parte attraverso i risparmi sulle misure del Pnrr, cioè minori uscite registrate per il raggiungimento degli obiettivi del Piano. Facciamo il punto con Gianni Trovati. Il Sole 24 Ore
    Inps, in 6 anni over 55 al lavoro aumentati del 65%
    Tra il 2019 e il 2025 gli over 55 al lavoro sono aumentati del 65%. Lo sottolinea il presidente dell'Inps, Gabriele Fava nella presentazione alla ricerca di Valore D "Long boarding" spiegando che "è il segno di un Paese che lavora più a lungo perché è cambiata la struttura della popolazione" ma che "vivere più a lungo non equivale automaticamente a poter lavorare più a lungo". "Non tutti i lavori - prosegue - consumano allo stesso modo e non tutti arrivano alla stessa età con le medesime risorse. Qui emerge il nodo politico della longevità e la necessità inderogabile di porre la centralità della donna al cuore di qualsiasi strategia di sostenibilità. L'uguaglianza non consiste nel trattare allo stesso modo vite che hanno conosciuto fatiche diverse. Consiste nel riconoscere quelle differenze prima che diventino un destino". Approfondiamo il tema con Francesco Seghezzi, presidente fondazione Adapt.
  • Focus economia

    Europa, von der Leyen: "Vogliamo un'Europa forte e indipendente"

    16-09-2026
    In un «mondo apertamente ostile», la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha pronunciato oggi a Strasburgo il suo sesto discorso sullo Stato dell’Unione, indicando come obiettivo un’Europa «forte e indipendente» e annunciando iniziative su clima, immigrazione, sicurezza e nuove tecnologie. Von der Leyen ha attaccato ultranazionalisti, antieuropei, ingerenze russe e disinformazione, accusati di voler «frantumare la nostra unità europea». Sul fronte economico ha chiesto agli Stati membri di intervenire sulla sovraregolamentazione e indicato come priorità ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, le cui importazioni dall’inizio del conflitto sono costate 90 miliardi di euro in più, puntando a raddoppiare la quota di energia elettrica entro il 2040. Centrale anche il rapporto con Pechino: il deficit commerciale europeo con la Cina ha raggiunto un miliardo di euro al giorno e, secondo von der Leyen, il dialogo per riequilibrare gli scambi deve ora produrre risultati. Ci colleghiamo con Adriana Cerretelli, editorialista Sole 24 Ore Bruxelles
    Appalti, le nuove norme Ue introducono la «preferenza europea». Si vedono i primi effetti?
    La Commissione europea ha presentato il 9 settembre una riforma degli appalti pubblici che sostituisce tre direttive con un unico regolamento e introduce la «preferenza europea», con l’obiettivo di semplificare le procedure e rafforzare l’industria Ue rispetto alla concorrenza dei Paesi terzi. Il mercato degli appalti vale circa il 15% del Pil europeo e almeno il 30% della valutazione delle offerte dovrà basarsi su criteri diversi dal prezzo, come sicurezza e requisiti sociali e ambientali. Le amministrazioni potranno attribuire più punti alle offerte europee e, nei casi non coperti da accordi di accesso reciproco, escludere operatori o prodotti di Paesi terzi. Il vero e proprio «Buy European» sarà obbligatorio solo in alcune filiere strategiche, tra cui clean tech, cloud, intelligenza artificiale e medicinali essenziali. Secondo la Commissione, la semplificazione potrebbe ridurre gli oneri amministrativi fino a 650 milioni di euro l’anno. Un primo esempio del tentativo di riportare produzioni strategiche in Europa arriva dall’accordo tra l’italiana Mevis e la cinese Zz Tech: nascerà una società controllata al 51% da Mevis per produrre in Slovacchia involucri e chiusure per celle delle batterie destinati esclusivamente al mercato europeo. La produzione dovrebbe partire tra fine 2027 e inizio 2028, con circa 100 assunzioni nella prima fase. Interviene Federico Visentin, CEO Mevis
    Istat, energia spinge l'inflazione al 3,3%, confermate stime
    Ad agosto 2026 l’inflazione in Italia sale al 3,3% dal 2,9% di luglio, raggiungendo il livello più alto da quasi tre anni, spinta soprattutto dall’accelerazione dei prezzi dell’energia. Secondo le stime preliminari Istat, i beni energetici passano da +11,6% a +17,1%, con gli energetici regolamentati in accelerazione dal +14,8% al +18,6% e quelli non regolamentati, tra cui i carburanti, dall’+11,4% al +17%. L’indice generale aumenta dello 0,5% su base mensile, mentre l’inflazione di fondo rallenta leggermente dall’1,6% all’1,5%. Più contenuta la dinamica dei prezzi alimentari, al +1%, mentre rallentano anche i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e quelli relativi ai trasporti. L’inflazione media acquisita per il 2026 sale al 2,9%. Facciamo il punto con Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio
  • Focus economia

    Indagine Intesa Sanpaolo: nel 2026 il 56% degli italiani è riuscito a risparmiare

    15-09-2026
    Nel 2026 il 56% degli italiani è riuscito a risparmiare, rispetto al 58% del 2025, accantonando in media l’11,9% del reddito disponibile. Le motivazioni principali sono la prevenzione (40%), la pensione e la casa (entrambe al 19%), mentre il ratio di avversione al rischio raggiunge quota 33,6, il massimo mai registrato. I 18-24enni sono i più prudenti, con 84 contrari al rischio per ogni favorevole. Forte anche la diffidenza verso la tecnologia applicata alla finanza: il 76,5% indica tra le principali preoccupazioni truffe e protezione dei dati e un quarto del campione ha già avuto esperienza di truffe online. Restano marginali i nuovi strumenti finanziari: meno del 2% utilizza le criptovalute come investimento e l’88% non le conosce o non è interessato. Ne parliamo con Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
    Turismo, estate italiana 2026 da record: 276 milioni di presenze, boom di stranieri
    Un’estate da record per il turismo italiano: 72,4 milioni di arrivi e 276 milioni di presenze tra giugno, luglio e agosto, 5,5 milioni in più rispetto al 2025 (+2%), con una permanenza media di 3,8 notti. A trainare sono soprattutto gli stranieri, che ad agosto registrano +4,4% di presenze, contro il +2,7% degli italiani. Il tasso di saturazione delle strutture ricettive sulle grandi piattaforme online raggiunge il 61,8%, 13,8% in più rispetto al 2025, con l’Italia sopra Spagna e Francia. I dati Istat sul secondo trimestre confermano la tendenza: presenze complessive +3,9%, con quelle straniere a +4,6% e quelle italiane a +2,7%. Il commento è di Massimo Caputi, presidente Federturismo.
    L'Export Europeo e italiano tiene
    A luglio l’export italiano rallenta ma mantiene il segno più: +0,3% su base mensile e +4,7% su base annua, con una crescita più sostenuta sui mercati extra Ue (+6,6%). Il saldo commerciale sale a 8,24 miliardi di euro, dai 7,83 miliardi di luglio 2025. Tiene anche l’export europeo: il surplus dell’Eurozona sale a 14,2 miliardi e, soprattutto, il surplus commerciale dell’Ue con gli Stati Uniti raggiunge 17,9 miliardi, dai 12,6 miliardi di un anno prima. Numeri che pongono un interrogativo sull’efficacia dei dazi di Donald Trump: a luglio il deficit commerciale Usa è aumentato del 24,4% rispetto a giugno, a 88,6 miliardi di dollari, con importazioni in crescita del 2,8% ed esportazioni in calo del 2,1%. Ci sono però settori italiani in difficoltà, come il vino: export -6,2% nel primo semestre e -14,1% negli Stati Uniti. A rendere più complesso il quadro, dal 18 settembre le dogane Usa applicheranno nuovi controlli alle aziende esportatrici senza una filiale negli Stati Uniti che operano con resa DDP, con requisiti più stringenti, maggiori costi di sdoganamento e controlli incrociati. Interviene Lucio Miranda, Presidente e Fondatore Export Usa.
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    Pericolo pubblico IA

    14-09-2026
    Nel fine settimana, il ceo di Anthropic Dario Amodei ha lanciato un appello a rallentare il ritmo di sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale e a sottoporli a controlli rigorosi. In un saggio, Amodei ha proposto un piano in tre punti che prevede il monitoraggio indipendente dei modelli di AI e una regolamentazione sia di settore che globale (Bbc). Elon Musk, ad di xAI, e Sam Altman, ceo di OpenAI, hanno appoggiato le proposte (Ft). Oltre una dozzina di eminenti ricercatori hanno già avvertito che l'AI sta diventando un rischio per l'umanità (Nyt). E intanto OpenAI ha rinviato la quotazione in borsa a causa di preoccupazioni sulla sicurezza dell'AI (Fortune). Nel fine settimana il direttore fondatore del Digital Ethics Center dell'Università di Yale, l'italiano Luciano Flòridi, si è espresso in maniera netta: “Le aziende smettano di vendere fantascienza. Le paure vengono diffuse anche dal giornalismo irresponsabile, che non spiega”. Il rischio vero? “Che poche aziende private di due superpotenze decidano il futuro cognitivo, economico e politico della società”. Sull'allarme di Jacob Coxon, il ricercatore di Anthropic che ha lasciato l’azienda per paura che l’Ai vada fuori controllo: “Coxon ha costruito modelli per OpenAI e Anthropic, ma non si occupava della sicurezza. Immagino che lui e i suoi colleghi possano crederci perché è la sociologia di un ambiente. Ma scrivere che ‘nessun'altra attività umana presenta questo livello di pericolo’ è scandaloso. Basti pensare che ogni giorno muoiono tredicimila bambini sotto i cinque anni per cause prevenibili. E poi ci sono la povertà, la fame, l’emigrazione, il clima, le guerre, le bombe nucleari, i genocidi. Chi scrive quella frase non sa di che cosa parla”.Lui teme che l’Ai possa decidere di sterminare l’umanità entro la fine del decennio. L’effetto sull’opinione pubblica è stato enorme. “Numeri tirati a caso. L’effetto non nasce dall’argomento ma da una tempesta perfetta: un thread su X, l’esclusiva del Wall Street Journal lo stesso giorno, novanta milioni di visualizzazioni. Il guaio peggiore non è la bufala: è il giornalismo irresponsabile che la diffonde senza spiegare”. Ne parliamo con Luciano Flòridi, direttore fondatore del Digital Ethics Center dell'Università di Yale
    Petrolio oltre i 100 dollari: è allarme in Medio Oriente, tra blocco di Hormuz e stop all’oleodotto Est-Ovest.
    Il petrolio torna sopra quota 100 dollari al barile mentre i mercati misurano l’impatto dell’escalation in Medio Oriente e del fermo dell’oleodotto East‑West dell’Arabia Saudita, infrastruttura strategica che consente al regno di aggirare lo Stretto di Hormuz. Il rialzo dei prezzi è alimentato da una combinazione di fattori che stanno creando una pressione simultanea su tutte le principali vie di transito del greggio: il traffico attraverso Hormuz resta fortemente ridotto rispetto ai livelli precedenti alla guerra con l’Iran; l’avanzata degli Houthi nello Yemen e i rischi per la navigazione intorno a Bab el‑Mandeb complicano la rotta del Mar Rosso; l’attacco di venerdì contro l'oleodotto saudita East-West, o Petroline ha interrotto il flusso di circa 4 milioni di barili al giorno, pari al 4% dell’offerta globale. La chiusura dell’oleodotto Est‑Ovest, colpito da droni provenienti dall’Iraq, priva l’Arabia Saudita della sua principale alternativa terrestre a Hormuz e aumenta il rischio che il regno esaurisca le scorte per l’export entro pochi giorni. Parallelamente, gli Houthi — sostenuti da Teheran — hanno conquistato nuove isole strategiche nel Mar Rosso, tra cui Hanish Maggiore, Hanish Minore e Perim, consolidando il controllo sullo stretto di Bab el‑Mandeb e aggravando la vulnerabilità delle rotte energetiche. Si delinea così lo scenario della “doppia strozzatura”: Hormuz compromesso dalla guerra tra Iran e Stati Uniti, Bab el‑Mandeb sotto pressione per l’avanzata degli Houthi, e l’oleodotto saudita fuori uso. Una crisi simultanea dei tre snodi potrebbe provocare un nuovo shock energetico, con effetti pesanti sul commercio internazionale, sulle rotte navali e sui prezzi del petrolio alla riapertura dei mercati. Le autorità regionali segnalano nuovi attacchi contro navi commerciali, infrastrutture petrolifere e città saudite meridionali, mentre l’Iran ribadisce che non riaprirà Hormuz finché gli Stati Uniti non soddisferanno le richieste di Teheran. In questo contesto, il rinvio dell’incontro tra Iran e Stati arabi del Golfo sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz contribuisce a mantenere alta la tensione e l’incertezza sulle prospettive delle forniture energetiche globali. Facciamo il punto con Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia.
    Turismo: Istat, in secondo trimestre 2026 - 0,8% flussi rispetto a 2025, ma presenze aumentano del 3,9%
    Nel secondo trimestre del 2026 i flussi turistici, rispetto allo stesso trimestre del 2025, hanno registrato una lieve diminuzione degli arrivi (-0,8%), a fronte di un aumento delle presenze pari al 3,9%. E' quanto emerge da una nota statistica flash dell'Istat, secondo cui nel periodo considerato il complesso degli esercizi ricettivi ha registrato poco meno di 47 milioni di arrivi e quasi 148 milioni di presenze turistiche. Secondo l'Istat, inoltre, la componente straniera si attesta al 61,6% delle presenze complessive, rappresentando la quota maggioritaria dei flussi turistici. Rispetto al 2025, le presenze dei turisti stranieri nel secondo trimestre sono aumentate del 4,6%, mentre l'incremento della clientela italiana è stato più contenuto (+2,7%). Inoltre, rispetto al 2025, le variazioni più consistenti delle presenze sono state registrate a maggio: rispettivamente +6,4% per i turisti italiani e +10,1% per quelli stranieri (+8,8% il totale). Il settore alberghiero ha registrato 27,6 milioni di arrivi e 77,6 milioni di presenze. Il settore extra-alberghiero - considerando anche gli alloggi in case e appartamenti dati in affitto per periodi brevi per finalità turistiche e gestiti sia in forma imprenditoriale e sia in forma non imprenditoriale - ha contribuito con oltre 19,3 milioni di arrivi e circa 70,3 milioni di presenze. Lo approfondiamo con Massimo Caputi, presidente Federturismo.
  • Focus economia

    La classifica degli sprechi

    11-09-2026
    25 anni fa l'impatto sulla prima Torre, l'America si ferma
    L'America si ferma per ricordare il 25mo anniversario dell'11/9 con un minuto di silenzio alle 8.46 ora locale, quando il primo aereo si schiantò contro la North Tower del World Trade Center. Dopo il minuto di silenzio, si è esibito il violoncellista Yo-Yo Ma ed è iniziata la lettura dei nomi delle quasi 3.000 vittime degli attacchi a New York, al Pentagono e a Shanksville. A iniziare la lettura sono stati un ragazzo e una ragazza che hanno perso rispettivamente lo zio e il nonno nell'attacco. A Ground Zero per le celebrazioni è presente il vicepresidente JD Vance e tutti gli ex presidenti in vita, da Joe Biden a Barack Obama, da George W. Bush e Bill Clinton. Donald Trump è presente invece alle commemorazioni al Pentagono. Non è la prima volta che un presidente Usa diserta la cerimonia a Ground Zero, sul sito dove crollarono le Torri Gemelle, ma non era mai successo durante un anniversario storico. Ne parliamo con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.
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Over Focus economia
Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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