C’è un delitto, la polizia scientifica esamina la scena del crimine, raccoglie una traccia, fa l’esame del DNA, in pochi istanti arriva il risultato e si scopre l’autore del delitto, spesso reo confesso. È il modo in cui le serie televisive crime di maggior successo raccontano le indagini, dandoci spesso l’illusione che il lavoro scientifico per studiare i crimini sia semplice e immediato. In realtà è un lavoraccio, richiede grandi cautele e non porta quasi mai a certezze assolute, semplicemente perché la scienza raramente può darne. Ne abbiamo parlato con Stefano Nazzi, giornalista da tanti anni, autore di libri e del podcast Indagini del Post, in una puntata speciale registrata dal vivo.
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