Per lungo tempo FOXP2 è stato considerato il possibile “gene del linguaggio”. Studi recenti mostrano invece che le capacità linguistiche derivano dall’interazione di molte varianti genetiche distribuite nel genoma.
Attraverso un approccio innovativo chiamato ES-PGS, il gruppo di Jacob Michaelson ha identificato piccole regioni regolative del DNA denominate HAQERs, evolutesi rapidamente nella storia umana dopo la separazione dagli scimpanzé. Pur rappresentando meno dello 0,1% del genoma, queste sequenze sembrano avere un ruolo cruciale nella modulazione del linguaggio, regolando geni coinvolti nello sviluppo cerebrale, inclusi quelli associati a FOXP2. I risultati suggeriscono che il linguaggio umano non sia il prodotto di un singolo gene, ma l’emergere di una complessa rete regolativa modellata dall’evoluzione.
Music: F. Chopin, Nocturne in F sharp minor, Op. 48 no. 2 MusicOpen; Leo Adrian, Xanadu Sigla.
References: Lucas G. Casten et al. "Ancient regulatory evolution shapes individual language abilities in present-day humans" Sci. Adv. 12, eaed5260 (2026). DOI:10.1126/sciadv.aed5260
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